Silvia Blasi

Portavoce Movimento 5 Stelle Lazio

Nessun comune ospiterà il deposito nazionale di rifiuti radioattivi se non lo vuole.

rifiuti radioattivi un campo con fusti di scorie radioattive
rifiuti radioattivi un campo con fusti di scorie radioattive

Va fatta chiarezza nei confronti della popolazione e rispetto alle dichiarazioni di vari esponenti politici di questi giorni.

Il 5 gennaio la Sogin – società responsabile della localizzazione, realizzazione e dell’esercizio del Deposito nazionale per smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi – ha pubblicato (sul sito http://www.depositonazionale.it) la Proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), insieme al progetto preliminare della struttura e del connesso Parco Tecnologico. Un’operazione di trasparenza attesa da decenni e avviata col benestare del Mise e del Ministero dell’ambiente che avvia il processo di selezione pubblica finalizzato alla scelta del sito nazionale. Il processo di selezione prevede una prima fase di invio di osservazioni da parte di enti locali, associazioni e portatori di interesse ed una fase successiva di dibattito pubblico con un confronto tra istituzioni, università, enti di ricerca, associazioni di categoria finalizzato ad evitare scelte calate dall’alto ed il pieno coinvolgimento di cittadini ed enti locali.

Per la prima volta un progetto di caratura internazionale per importanza ed investimento vede la partecipazione diretta delle comunità locali.

In provincia di Viterbo sono stati individuate 22 aree in totale di cui 5 giudicate “Molto Buone” per ospitare il Deposito Nazionale ricadenti nei comuni di Montalto di castro, Vignanello, Corchiano, Canino.

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Porzione della Tavola 3 della CNAPI

Per quanto mi riguarda ritengo che la provincia di Viterbo non sia idonea alla realizzazione di un deposito nucleare ed annesso parco tecnologico: Viterbo ha già dato tanto e sta continuando a dare migliaia di ettari di suolo per le servitù energetiche tra cui centrali ENEL, parchi fotovoltaici ed eolici, sfruttamento della geotermia. Il Deposito Nazionale non è altro che il residuo di una politica energetica errata che portiamo dietro dal passato. Infine la realizzazione di un Parco Tecnologico/Centro di ricerca nucleare mi pare poco coerente con la vocazione agricola e turistica del territorio oltre al fatto che mancano tutta una serie di di infrastrutture necessarie ad accoglierlo. Farò la mia parte a fianco delle comunità, delle istituzioni e delle associazioni in questo percorso ed a difesa del nostro territorio.

Invito tutte le Istituzioni coinvolte a partire dalla regione a formalizzare il diniego alla realizzazione del deposito nucleare ed ad inviare le proprie osservazioni secondo quanto stabilito nella consultazione pubblica.

L’Italia ha rigettato la produzione di energia nucleare da decenni eppure ci troviamo a fare i conti con una grande quantità di rifiuti radioattivi da stoccare in maniera sicura e definitiva evitando situazioni pericolose per la salute e l’ambiente.

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